Conferenza
“NO violenza sulle donne
SI all’amore, al rispetto e alla comprensione”
Giorno 19 dicembre, nel Salone parrocchiale San Giovanni Bosco di Paternò si è svolto un incontro di alto valore educativo ed emotivo che ha coinvolto le classi II A-B e III A-B della Scuola Secondaria di I grado, Plesso Don Bosco. L’iniziativa, promossa dalle associazioni “Laura Vive in Me” e “Violenza e Suicidio”, ha offerto agli studenti un momento di profonda riflessione sui temi della violenza di genere, del rispetto e della consapevolezza emotiva.
A moderare l’incontro è stato il giornalista Orazio Caruso, presidente dell’Associazione Aitna Press e ideatore del progetto “No Violenza”. Sono intervenuti la prof.ssa Letizia Rossella Asero, la sig.ra Giovanna Zizzo, presidente dell’Associazione “Laura Vive in Me”, la dott.ssa Rita Virgillito, psicologa dell’Osservatorio “Violenza e Suicidio”, e l’Avv. Cinzia Caruso, anche ella membro dello stesso Osservatorio.
Ad aprire la conferenza è stato il prof. Rosario Spina, referente d’Istituto per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo, che ha portato i saluti della Dirigente scolastica, ringraziando i relatori e il sacerdote della Chiesa Don Bosco per la disponibilità e l’accoglienza.
Dopo l’introduzione del moderatore, la parola è passata alla prof.ssa Letizia Rossella Asero, che ha interpretato alcune poesie dedicate alle donne, cariche di significati profondi e toccanti. La docente ha sottolineato il valore della parola come strumento di difesa e di salvezza, invitando gli studenti a non chiudersi nel silenzio e a confidarsi con genitori, amici o insegnanti di riferimento. Parlare e confrontarsi, ha ribadito, è il primo passo per chiedere aiuto.
Un silenzio intenso ha accompagnato l’intervento della sig.ra Giovanna Zizzo, che ha letto una lettera dedicata alla figlia Laura, raccontandone il carattere solare e gioioso e ricordando la tragica e violenta morte per mano del padre. Una testimonianza dolorosa, che ha profondamente colpito studenti e docenti presenti, rendendo palpabile la commozione in sala. La signora Zizzo ha condiviso un dolore che nessuna madre e nessun essere umano dovrebbe mai provare, sottolineando come l’amore per la figlia continui a vivere nei ricordi e nel cuore suo e degli altri tre figli. In particolare ha ricordato Marika, la figlia maggiore, anch’ella vittima di quella violenza, ma sopravvissuta.
Nel suo racconto, la presidente dell’associazione ha ripercorso la storia di un matrimonio apparentemente “normale”, iniziato in giovane età e messo alla prova dalle difficoltà quotidiane. La scoperta di una relazione extraconiugale durata anni ha segnato un punto di rottura, portandola a chiedere una pausa per riflettere sul futuro. Un tempo che, purtroppo, non le è stato concesso, lasciando spazio solo a un dolore immenso.
Agli studenti, visibilmente coinvolti, è stato rivolto un invito chiaro e forte: non accontentarsi mai e imparare a dire “no” quando una relazione mostra segnali di non essere sana. Confrontarsi con persone esterne può aiutare ad avere una visione più lucida e a riconoscere situazioni pericolose.
Successivamente è intervenuta la dott.ssa Rita Virgillito, che ha spiegato come nella fase dell’innamoramento si tenda spesso a proiettare sull’altro i propri desideri, mentre solo in un secondo momento emergono i difetti. La psicologa ha invitato i ragazzi a prendere le distanze non solo dalla violenza fisica, ma anche da quella psicologica: insulti, urla, svalutazioni non sono mai forme d’amore. Una relazione autentica, ha sottolineato, si fonda su rispetto, ascolto e condivisione, non su dolore e umiliazione. Ha inoltre presentato il ruolo dell’Osservatorio “Violenza e Suicidio”, ricordando la possibilità di chiedere aiuto anche in forma anonima.
A chiudere l’incontro è stato l’intervento dell’avv. Cinzia Caruso, che ha illustrato le procedure previste dalla legge, dall’ammonimento preventivo fino all’attivazione del Codice Rosso, strumento fondamentale per la tutela delle vittime di violenza.
La violenza di genere resta una delle emergenze più drammatiche del nostro tempo. Incontri come questo dimostrano quanto sia fondamentale sensibilizzare i più giovani fin dall’infanzia, affinché nessuna storia come quella di Laura debba mai più ripetersi.
Il messaggio finale, semplice e potente, ha accompagnato tutti i presenti:
“Se io non voglio, tu non puoi!”
( Prof.ssa Agata Di Mattea, Referente alla comunicazione)
0